Chiara Sbrizzi

Psicologa cognitivo comportamentale

e psicoterapeuta i.f.

Chiara Sbrizzi

Psicologa cognitivo comportamentale e psicoterapeuta i.f.

Benvenutə!

Sono la Dott.ssa Chiara Sbrizzi, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione.
Sono laureata in psicologia clinica presso la Sigmund Freud University di Milano (SFU). Laurea valida a livello internazionale. Ho svolto un master di psicologia dello sport e un master sui disturbi specifici dell’apprendimento.
Ho seguito un corso di formazione erogato dalla dott.ssa Marsha M. Linehan relativo alla DBT Skills.
Frequento la scuola di specializzazione di Studi Cognitivi di Milano.

Per maggiori informazioni consulta il mio curriculum.

Benvenutə!

Sono la Dott.ssa Chiara Sbrizzi, psicologa clinica e psicoterapeuta in formazione.
Sono laureata in psicologia clinica presso la Sigmund Freud University di Milano (SFU). Laurea valida a livello internazionale. Ho svolto un master di psicologia dello sport e un master sui disturbi specifici dell’apprendimento.
Ho seguito un corso di formazione erogato dalla dott.ssa Marsha M. Linehan relativo alla DBT Skills.
Frequento la scuola di specializzazione di Studi Cognitivi di Milano.

Per maggiori informazioni consulta il mio curriculum.

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Articoli e libri
Workshop

Approccio

La terapia cognitivo comportamentale (TCC in inglese Cognitive Behavioral Therapy, CBT) si sviluppa negli anni ’60. Si occupa sia dei comportamenti manifesti sia dell’elaborazione dei pensieri. Sottolineando il ruolo bidirezionale delle emozioni in relazione ai pensieri. L’approccio cognitivo comportamentale postula dunque una complessa relazione tra emozioni, pensieri e emozioni (Melli e Sica, 2018). Le caratteristiche fondamentali sono:

  • Focus sul qui ed ora:

    l’analisi dell’infanzia può essere utile per comprendere come si sono sviluppati i problemi ma non per risolverli, la terapia cognitivo-comportamentale si occupa prevalentemente di come i sintomi vengono mantenuti nel presente.

  • Scientifica:

    la terapia cognitivo-comportamentale ha efficacia dimostrata scientificamente per molti disturbi (soprattutto ansia e depressione) e si basa sulla ricerca scientifica.

  • Empirismo collaborativo: accordo esplicito su obiettivi, fiducia e compiti con il paziente.
  • Dialogo socratico:

    accordo esplicito su obiettivi, fiducia e compiti con il paziente.

  • Scoperta guidata: il terapeuta guida il paziente all’interno del suo funzionamento.
  • Uso di homework: la terapia è un processo che non si esaurisce durante la seduta ma allena il paziente a condurlo autonomamente attraverso dei compiti.

Beck J.(2013), La terapia cognitivo-comportamentale, Astrolabio Ubaldini
Melli, G., Sica, C. (2015), Fondamenti di Psicologia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, Eclipsi

Approccio

La terapia cognitivo comportamentale (TCC in inglese Cognitive Behavioral Therapy, CBT) si sviluppa negli anni ’60. Si occupa sia dei comportamenti manifesti sia dell’elaborazione dei pensieri. Sottolineando il ruolo bidirezionale delle emozioni in relazione ai pensieri. L’approccio cognitivo comportamentale postula dunque una complessa relazione tra emozioni, pensieri e emozioni (Melli e Sica, 2018). Le caratteristiche fondamentali sono:

  • Focus sul qui ed ora:

    l’analisi dell’infanzia può essere utile per comprendere come si sono sviluppati i problemi ma non per risolverli, la terapia cognitivo-comportamentale si occupa prevalentemente di come i sintomi vengono mantenuti nel presente.                                                                                                                    

  • Scientifica:

    la terapia cognitivo-comportamentale ha efficacia dimostrata scientificamente per molti disturbi (soprattutto ansia e depressione) e si basa sulla ricerca scientifica.

  • Empirismo collaborativo: accordo esplicito su obiettivi, fiducia e compiti con il paziente.
  • Dialogo socratico:

    accordo esplicito su obiettivi, fiducia e compiti con il paziente.

  • Scoperta guidata: il terapeuta guida il paziente all’interno del suo funzionamento.
  • Uso di homework: la terapia è un processo che non si esaurisce durante la seduta ma allena il paziente a condurlo autonomamente attraverso dei compiti.

Beck J.(2013), La terapia cognitivo-comportamentale, Astrolabio Ubaldini
Melli, G., Sica, C. (2015), Fondamenti di Psicologia e Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, Eclipsi

Esercizi di respirazione

Metodo 4-6-4

È una tecnica di respirazione che può essere effettuata da seduti o da sdraiati. L’importante è che la schiena sia ben diritta. Si incomincia osservando semplicemente il proprio respiro. Provando a notare la velocità (lento o veloce), l’intensità… per un primo momento lo si lascia andare naturalmente. Dopodiché si applica la respirazione 4-6-4.
Si inspira lentamente, contando mentalmente fino a quattro, sentendo il torace ampliarsi gradualmente. Al termine dell’inspirazione, si fa una pausa trattenendo contando fino a sei. Bisogna provare a fare la pausa senza alcuno sforzo. Difatti, se sei diventa troppo faticoso si può ridurre. Al termine della pausa, si espira fuori l’aria lentamente (sempre attravers il naso), contando fino a quattro. L’esercizio si ripete per due o tre minuti, fino a quando ci si sente tranquilli
e rilassati.
È molto importante che si riesca a svolgere l’esercizio in maniera abbastanza naturale.

Romanazzi, 2021

Respirazione nel quadrato

bisogna immaginare di avere davanti a sé un quadrato o, ancora meglio, averlo fisicamente davanti. Si parte dall’alto, andando verso destra: si inspira contando fino a quattro (oppure sempre il famoso «mille-e-uno»).
Dopodiché si scende lungo il lato verticale trattenendo l’aria e lo si può fare sempre contando quattro oppure dicendo mentalmente «mille-e-due». Quindi si espira, molto lentamente («mille-e-uno») e si trattiene nuovamente il fiato («mille-e-due»). Potete accorciare un pochino la durata delle pause (senza esagerare o rischiamo di andare verso l’iperventilazione) oppure utilizzare un tipo di respirazione che meglio si addice a voi.
La cosa essenziale, però, è riuscire a seguire un tipo di respirazione che consenta di effettuare circa dieci respiri completi (inspirazione + espirazione) al minuto.

Si conta utilizzando “mille” perché riempie il secondo.

Romanazzi, 2021

Metodo 4-6-4


È una tecnica di respirazione che può essere effettuata da seduti o da sdraiati. L’importante è che la schiena sia ben diritta. Si incomincia osservando semplicemente il proprio respiro. Provando a notare la velocità (lento o veloce), l’intensità… per un primo momento lo si lascia andare naturalmente. Dopodiché si applica la respirazione 4-6-4.
Si inspira lentamente, contando mentalmente fino a quattro, sentendo il torace ampliarsi gradualmente. Al termine dell’inspirazione, si fa una pausa trattenendo contando fino a sei. Bisogna provare a fare la pausa senza alcuno sforzo. Difatti, se sei diventa troppo faticoso si può ridurre. Al termine della pausa, si espira fuori l’aria lentamente (sempre attravers il naso), contando fino a quattro. L’esercizio si ripete per due o tre minuti, fino a quando ci si sente tranquilli
e rilassati.
È molto importante che si riesca a svolgere l’esercizio in maniera abbastanza naturale.

Romanazzi, 2021

Respirazione nel quadrato

bisogna immaginare di avere davanti a sé un quadrato o, ancora meglio, averlo fisicamente davanti. Si parte dall’alto, andando verso destra: si inspira contando fino a quattro (oppure sempre il famoso «mille-e-uno»).
Dopodiché si scende lungo il lato verticale trattenendo l’aria e lo si può fare sempre contando quattro oppure dicendo mentalmente «mille-e-due». Quindi si espira, molto lentamente («mille-e-uno») e si trattiene nuovamente il fiato («mille-e-due»). Potete accorciare un pochino la durata delle pause (senza esagerare o rischiamo di andare verso l’iperventilazione) oppure utilizzare un tipo di respirazione che meglio si addice a voi.
La cosa essenziale, però, è riuscire a seguire un tipo di respirazione che consenta di effettuare circa dieci respiri completi (inspirazione + espirazione) al minuto.

Si conta utilizzando “mille” perché riempie il secondo.

Romanazzi, 2021

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